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Cosa sono i Disturbi del Sonno?
I disturbi del sonno sono piuttosto diffusi e possono affliggere persone di qualsiasi età. Esse accusano spesso di non dormire a sufficienza, di non riposare bene o di non riuscire ad addormentarsi. Le conseguenze della mancanza di riposo sono evidenti: borse sotto gli occhi, pelle poco luminosa, palpebre appesantite e afflosciate, ansia, irritabilità, nervosismo e stanchezza. Talvolta la difficoltà a dormire è causata da motivi abbastanza semplici da capire, per esempio la presenza di rumori disturbanti provenienti dall'esterno o frequenti brutti sogni, e in tal caso è più facile affrontare il problema. Di frequente, però, alla base ci sono motivazioni di più difficile risoluzione. L'avanzare dell'età spesso è associato ad una difficoltà a dormire bene. I disturbi del sonno sono presumibilmente generati da anomalie dei meccanismi che regolano il ritmo sonno-veglia.

Quali sono i Disturbi del Sonno?
I Disturbi del Sonno propriamente detti si dividono in due principali categorie: le Dissonnie e le Parasonnie. Le Dissonnie interferiscono con l'inizio o con la continuazione del sonno e ne provocano quindi un'alterazione della quantità, della qualità o della sequenza temporale. Le Parasonnie sono caratterizzate da comportamenti anomali o da eventi fisiologici che si manifestano durante il sonno, rappresentano l'attivazione di sistemi fisiologici ad ore inappropriate durante il ciclo sonno-veglia. Esistono inoltre il Disturbo del Sonno Correlato ad Altro Disturbo Mentale che implica un vissuto intenso di disturbo del sonno conseguente ad un altro disturbo mentale; il Disturbo del Sonno Dovuto ad una Condizione Medica Generale che implica un vissuto intenso di disturbo del sonno conseguente agli effetti fisiopatologici diretti di una condizione medica generale sul sistema sonno-veglia; il Disturbo del Sonno Indotto da Sostanze che implica rilevanti vissuti di disturbo del sonno conseguenti all'uso concomitante, o alla recente interruzione dell'uso, di una sostanza (farmaci sedativi, ipnotici o ansiolitici; alcool; amfetamine e stimolanti correlati; caffeina; cocaina; oppiacei ecc.).

Quali sono le Dissonnie?
Le Dissonnie sono cinque: l'Insonnia, l'Ipersonnia, la Narcolessia, il Disturbo del Sonno Correlato al Respiro e il Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno.

Insonnia: il termine insonnia indica la difficoltà ad addormentarsi, la sensazione comune a molti di non essere capaci di dormire o l'impossibilità di rimanere addormentati per tempi sufficientemente lunghi per potersi riposare. Si può parlare di insonnia solo nei casi in cui la scarsità di sonno causa reali problemi fisici o mentali alla persona, ma non quando un soggetto dorme poco e si sente comunque riposato e soddisfatto del sonno. Alcune persone infatti hanno un minimo bisogno di dormire: poche ore bastano a renderle riposate, e questo perché non tutti hanno le stesse esigenze fisiche. L'insonnia è un disturbo, un sintomo che dimostra la presenza di un'alterazione o di un altro problema nell'organismo. Le cause che determinano l'insorgenza del disturbo sono molteplici e diversi sono i tipi di insonnia.

L'insonnia transitoria è quella che insorge di conseguenza ad un evento eccitante, a un'emozione intensa o a una notizia buona o cattiva. In questi casi l'ansia che deriva dal fattore esterno crea un'eccitazione tale a livello del sistema nervoso che il cervello rimane come desto e in uno stato di veglia permanente. Ciò può accadere, per esempio, prima di un esame di un evento importante. Anche alcuni disturbi fisici possono provocarla, come un forte raffreddore, o eventi esterni particolari, come il diverso fuso orario dopo un lungo viaggio e rumori troppo forti.

L'insonnia a breve termine, come suggerisce il nome stesso, indica quella forma di insonnia che dura per un periodo di tempo limitato, generalmente non più di due o tre settimane consecutive. Le cause sono spesso di origine emotiva e di conseguenza ad eventi importanti, difficili, tragici della vita. L'insonnia che si manifesta dopo un lutto o come reazione ad una malattia di una persona cara ne sono un esempio. Lo stress che queste situazioni determinano influisce sulla mente e sul corpo a tal punto che diventa difficile riuscire a dormire bene, oppure non è possibile addormentarsi, se non dopo essersi girati per ore nel letto, poiché si è incapaci di non pensare al grave problema presentatosi durante la giornata. Con il passare del tempo questo tipo di insonnia tende a diminuire e a risolversi, ma in alcuni casi particolarmente gravi può persistere a lungo.

L'insonnia cronica è invece abituale e persistente nel tempo. I fattori che la determinano sono vari e diversificati: problemi psicologici, fisiologici, ambientali o eventi drammatici. Un'abitudine di vita quotidiana, come quella di bere alcol, se diventa un eccesso, e nel caso specifico si tratta di etilismo, può determinare l'insonnia cronica, e così pure una situazione di stress continuo, per esempio dovuta a una condizione lavorativa insoddisfacente.

Ipersonnia: si tratta di un disturbo del sonno che ha come caratteristica il bisogno di dormire un numero di ore superiore alla media (a volte anche di molto). La persona ipersonne mostra difficoltà a svegliarsi la mattina, sente il bisogno di stare a letto, di dormire, anche durante il giorno con "sonnellini" che durano un'ora circa ma che in realtà non hanno effetti riposanti. La persona con questo disturbo non ha alcuna difficoltà ad addormentarsi la sera, ma al risveglio è a volte nervosa e confusa. La sonnolenza, spesso erroneamente attribuita a noia o pigrizia, può anche disturbare le relazioni sociali e familiari.

Narcolessia: le manifestazioni essenziali della narcolessia sono ripetuti attacchi irresistibili di sonno ristoratore, cataplessia e allucinazioni. A differenza dell'ipersonnia in cui l'aumento del sonno è graduale e non riposa, nella narcolessia si presenta come veri attacchi improvvisi, al termine dei quali ci si sente riposati (fino al ritorno di un nuovo attacco di sonno). Questi episodi possono durare qualche minuto, mezz'ora, a volte anche un'ora, e possono verificarsi anche in momenti non aspettati. Due caratteristiche del disturbo narcolettico sono: a) la cataplessia: la persona può perdere il tono muscolare, e presentare fenomeni come la mandibola cascante o l'abbassamento delle palpebre, oppure può accasciarsi a terra senza riuscire a muoversi, mantenendo la coscienza di ciò che sta avvenendo; b) le allucinazioni: attività immaginativa simile al sogno che la persona vive mentre si sta addormentando (allucinazioni ipnagogiche) o appena dopo il risveglio (allucinazioni ipnopompiche); le allucinazioni possono essere visive, uditive o cinetiche (es.: sensazione di volare).

Disturbo del Sonno Correlato alla Respirazione: è caratterizzato da un sonno interrotto, implicante eccessiva sonnolenza o insonnia, che si ritiene dovuto ad una anomalia della respirazione correlata al sonno (per es. sindrome da apnea del sonno ostruttiva o centrale, oppure sindrome da ipoventilazione alveolare centrale). Il disturbo non è attribuibile ad un altro disturbo mentale, e non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una sostanza di abuso o un farmaco) o di un'altra condizione medica generale.

Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno: si tratta di un disturbo persistente o ricorrente caratterizzato dall'interruzione del sonno che porta ad una eccessiva sonnolenza o insonnia dovuta ad uno squilibrio tra il ciclo sonno-veglia richiesto dall'ambiente in cui vive la persona e il suo particolare ritmo circadiano sonno-veglia. L'alterazione del sonno causa un disagio clinicamente significativo o la menomazione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti. Può essere provocato, per esempio, da turni di lavoro che obbligano la persona a seguire ritmi di sonno-veglia irregolari.

Quali sono le parasonnie?
Le Parasonnie sono quattro: il Disturbo da Incubi, il Terrore nel Sonno (Pavor Nocturnus), il Disturbo da Sonnambulismo e la Parasonnia non Altrimenti Specificata.

Il Disturbo da Incubi: la caratteristica essenziale è il ripetuto manifestarsi di sogni terrifici che portano la persona a svegliarsi. Al risveglio, la persona ricorda il sogno terrifico nei dettagli, e può presentare ansia, paura e difficoltà a tornare a dormire, tachicardia, sudorazione e accelerazione del ritmo del respiro. A volte gli incubi possono essere ripetuti più volte in una sola notte, spesso con temi ricorrenti. Gli incubi tipicamente si presentano nelle fasi più tarde della notte. Gli incubi cominciano spesso quando il bambino ha tra i 3 e i 6 anni. A differenza del pavor nocturnus, dopo l'incubo si ha un completo risveglio, e memoria del sogno.

Il Terrore nel Sonno (Pavor Nocturnus): compare nel primo terzo della notte e si manifesta con un brusco risveglio spesso accompagnato da urla, pianto, tachicardia, accelerazione del ritmo del respiro, sudorazione e pupille dilatate. Il pavor nocturnus è caratterizzato da un'intensità emotiva maggiore rispetto all'incubo. A differenza dell'incubo notturno, il terrore nel sonno si manifesta più come una crisi d'angoscia. Il soggetto può ricordare solo frammenti di sogno, ma non i contenuti. Nei bambini di solito comincia ad un'età compresa tra i 4 e i 12 anni, e si risolve spontaneamente durante l'adolescenza. Negli adulti comincia più comunemente nell'età compresa fra i 20 e i 30 anni, e spesso segue un decorso cronico, con episodi di frequenza e gravità alternati nel tempo.

Il Disturbo da Sonnambulismo: questo disturbo del sonno porta la persona (il sonnambulo), a compiere azioni come camminare, mangiare, stare seduta sul letto, etc. mentre sta ancora dormendo, senza quindi rendersene conto. Di solito avviene durante il primo terzo della notte. Svegliare un sonnambulo non è semplice, e nel caso in cui si riesca a farlo, la persona può risultare confusa, e non capire la situazione. Spesso la persona affetta da sonnambulismo, se non disturbata, torna a letto spontaneamente dopo circa 15 minuti, senza che abbia ricordi di quello che è successo. Il sonnambulismo solitamente compare tra i 4 e gli 8 anni, e ha la massima frequenza nel periodo che va dall'infanzia alla adolescenza; di solito scompare spontaneamente attorno all'età di 15 anni.

La Parasonnia non Altrimenti Specificata: riguarda i disturbi caratterizzati da anomali comportamenti o eventi somatici durante il sonno o le transizioni sonno-veglia, ma che non soddisfano i criteri per una più specifica parasonnia.

E’ semplice rendere le cose complicate,
ma è complicato renderle semplici.
(A. Bloch).

 
 
Follia e creazione.
Il caso clinico come esperienza letteraria
Pietro Barbetta
Come si presenta il caso, come si scrive, si racconta, come le memorie e le riflessioni autobiografiche, il confronto tra molteplici testimoni, tra diversi stili di scrittura e conversazione, assumono posizioni prospettiche differenti; queste le questioni chiave del libro. L'idea di caso non si limita al caso clinico; si tratta di ridisegnare la riflessione sull'evento (la contingenza) partendo dalla letteratura, immaginare alcune forme del racconto clinico diretto e indiretto per far emergere l'unicità preziosa, spesso dimenticata dalla foga esplicativa, dalla categorizzazione che cancella il singolare. Il libro si presenta anche come una critica radicale ai modi riduttivi del discorso clinico dominante nell'epoca post-moderna, neoliberale, al cinismo scientista nascosto dietro la tecnologia, che emerge nell'intertestualità di pratiche oppressive.