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Cosa sono i Disturbi dell'Età Evolutiva?
Sono i disturbi che di solito vengono diagnosticati nell'infanzia, nella fanciullezza e nell'adolescenza.

Quali sono i Disturbi dell'Età Evolutiva?
I principali Disturbi dell'Età Evolutiva sono i seguenti:
Ritardo Mentale: è caratterizzato da un funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della media (un QI di circa 70 o meno) con inizio prima dei 18 anni e concomitanti deficit o compromissione del funzionamento adattivo. Può essere lieve, moderato, grave e gravissimo o di gravità non specificata.

Disturbi dell’Apprendimento: sono caratterizzati da un funzionamento scolastico che è sostanzialmente inferiore a quanto ci si aspetterebbe data l’età cronologica, la valutazione psicometrica dell’intelligenza, e una educazione appropriata all’età del soggetto. Includono Disturbo della Lettura, Disturbo del Calcolo, Disturbo dell’Espressione Scritta, e Disturbo dell’Apprendimento Non Altrimenti Specificato.

Disturbo delle Capacità Motorie: include il Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione che è caratterizzato da coordinazione motoria sostanzialmente inferiore rispetto a quanto previsto data l’età cronologica e la valutazione psicometrica dell’intelligenza del soggetto.

Disturbi della Comunicazione: sono caratterizzati da difficoltà nell’eloquio o nel linguaggio e includono il Disturbo della Espressione del Linguaggio, il Disturbo Misto della Espressione e della Ricezione del Linguaggio, il Disturbo della Fonazione, la Balbuzie, e il Disturbo della Comunicazione Non Altrimenti Specificato.

Disturbi Generalizzati dello Sviluppo: sono caratterizzati da gravi deficit e compromissione generalizzata di molteplici aree dello sviluppo. Queste includono la compromissione dell’interazione sociale reciproca, la compromissione della comunicazione e la presenza di comportamento, interessi, e attività stereotipati. Includono il Disturbo Autistico, il Disturbo di Rett, il Disturbo Disintegrativo dell’Infanzia, il Disturbo di Asperger, e il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato.

Disturbi da Deficit di Attenzione e da Comportamento Dirompente:
il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è caratterizzato da imponenti sintomi di disattenzione e/o di iperattività-impulsività. I Disturbi da Comportamento Dirompente includono: il Disturbo della Condotta che è caratterizzato da una modalità di comportamento che lede i diritti fondamentali degli altri oppure le principali norme o regole sociali adeguate alla età; il Disturbo Oppositivo Provocatorio che è caratterizzato da una modalità di comportamento negativistica, ostile, e provocatoria.

Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’Infanzia o della Prima Fanciullezza: sono caratterizzati da persistenti anomalie della nutrizione e dell’alimentazione. Includono: la Pica, il Disturbo di Ruminazione, e il Disturbo della Nutrizione dell’Infanzia o della Prima Fanciullezza. Notare che l’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa sono incluse nella sezione “Disturbi dell’Alimentazione”.

Disturbi da Tic: sono caratterizzati da tic vocali e/o motori. I disturbi specifici inclusi sono il Disturbo di Tourette, il Disturbo Cronico da Tic Motori o Vocali, il Disturbo Transitorio da Tic, e il Disturbo da Tic Non Altrimenti Specificato.

Disturbi della Evacuazione: includono l’Encopresi, la ripetuta evacuazione di feci in luoghi inappropriati, e l’Enuresi, la ripetuta emissione di urine in luoghi inappropriati.

Altri Disturbi dell’Infanzia, della Fanciullezza, o dell’Adolescenza: comprendono i disturbi che non sono inclusi nelle altre sezioni sopra elencate. Il Disturbo d’Ansia di Separazione è caratterizzato da un’ansia eccessiva e inadeguata rispetto al livello di sviluppo che riguarda la separazione da casa o da coloro a cui il bambino è attaccato. Il Mutismo Selettivo è caratterizzato da una notevole incapacità di parlare in specifiche situazioni sociali nonostante in altre situazioni parlare sia possibile. Il Disturbo Reattivo dell’Attaccamento dell’Infanzia o della Prima Fanciullezza è caratterizzato da una modalità di relazione sociale notevolmente disturbata e inadeguata rispetto al livello di sviluppo, che si manifesta nella maggior parte dei contesti ed è associata con un accudimento grossolanamente patogeno. Il Disturbo da Movimenti Stereotipati è caratterizzato da comportamento motorio ripetitivo, verosimilmente intenzionale, e afinalistico, che interferisce notevolmente con le normali attività e a volte può comportare lesioni corporee. Il Disturbo Disintegrativo dell’Infanzia, della Fanciullezza o dell’Adolescenza Non Altrimenti Specificato è una categoria residua per codificare i disturbi con esordio nell’infanzia, fanciullezza, o adolescenza che non soddisfano i criteri per alcun disturbo specifico nella Classificazione.

Tutti i problemi dei bambini o degli adolescenti rientrano nei Disturbi dell'Età Evolutiva?
No, la maggioranza dei problemi dei bambini e degli adolescenti non rientra nei Disturbi dell'Età Evolutiva. Purtroppo c'è la tendenza a diagnosticare tali disturbi anche in presenza di normali difficoltà di sviluppo; quando ciò avviene si rischia di "patologizzare" il bambino, di trattarlo da malato e di costruire una patologia che altrimenti non sarebbe insorta.
Nella stragrande maggioranza dei casi i bambini o gli adolescenti possono presentare problemi che richiedono attenzione clinica ma che non sono disturbi mentali (per es., Problemi Relazionali, Problemi Connessi a Maltrattamento o ad Abbandono, Lutto, Funzionamento Intellettivo Limite, Problemi Scolastici, Comportamento Antisociale nel Bambino o nell’Adolescente, Problema di Identità).

Se mio figlio presenta alcuni comportamenti simili a quelli descritti nei Disturbi dell'età Evolutiva, lo devo portare subito dallo specialista?
No! Portare il figlio dallo specialista deve essere l'ultimo intervento da mettere in atto.
La maggior parte dei problemi dell'età evolutiva può essere risolta con un intervento sulla coppia genitoriale finalizzato ad acquisire conoscenze, capacità ed atteggiamenti idonei alla soluzione del problema del figlio. In altre parole, i genitori vengono aiutati a diventare i terapeuti del figlio. Solo se tale intervento fallisce, nonostante l'impegno dei genitori, si potrà ipotizzare un intervento diretto sul figlio.

Qual è la prima cosa da fare se il comportamento di mio figlio mi sembra inadeguato o problematico?
Per prima cosa ci si deve rivolgere ad un esperto dell'Età Evolutiva che, incontrando i genitori, potrà fare una prima valutazione del problema, provare ad aiutare i genitori a risolverlo o inviare i genitori ad uno Psicoterapeuta.
Evitate quei professionisti che vi invitano a portare da loro i figli non ancora adolescenti fin dalla prima seduta!

Perchè è meglio evitare di portare il figlio dallo specialista?
Perchè si corre il rischio di "patologizzare" il figlio, di farlo sentire "inadeguato, diverso, malato" per un problema che spesso non è "suo" ma derivante da una situazione relazionale inadeguata che può essere risolta dai genitori.

Perchè molti minori sono seguiti dagli specialisti?
Salvo rari casi per cui ciò è indispensabile, la ragione deriva dal fatto che spesso i genitori non si sentono in grado, o temono, di farsi carico del problema del figlio. Risulta più facile pensare che il problema è del figlio piuttosto che dell'intero nucleo familiare.

Può essere utile l'utilizzo di psicofarmaci con i minori?
No! Salvo rarissimi casi l'utilizzo di psicofarmaci non solo non è utile ma spesso peggiora il problema.

Qual è l'intervento più adeguato?
Purtroppo non esiste un intervento adeguato per ogni tipo di problema, dipende da ogni singola situazione.
L'intervento che ottiene maggiori successi con minori controindicazioni è la Psicoterapia/Consulenza ai genitori.

Agisci in modo da aumentare le possibilità di scelta.
(H. von Foerster).

 
 
Follia e creazione.
Il caso clinico come esperienza letteraria
Pietro Barbetta
Come si presenta il caso, come si scrive, si racconta, come le memorie e le riflessioni autobiografiche, il confronto tra molteplici testimoni, tra diversi stili di scrittura e conversazione, assumono posizioni prospettiche differenti; queste le questioni chiave del libro. L'idea di caso non si limita al caso clinico; si tratta di ridisegnare la riflessione sull'evento (la contingenza) partendo dalla letteratura, immaginare alcune forme del racconto clinico diretto e indiretto per far emergere l'unicità preziosa, spesso dimenticata dalla foga esplicativa, dalla categorizzazione che cancella il singolare. Il libro si presenta anche come una critica radicale ai modi riduttivi del discorso clinico dominante nell'epoca post-moderna, neoliberale, al cinismo scientista nascosto dietro la tecnologia, che emerge nell'intertestualità di pratiche oppressive.