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   Oggi è il giorno: 23/09/2018
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C’era una volta un povero contadino che poteva permettersi solo un cavallo. L’uomo lo trattava con cura, ma una notte d’estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì. Quando i vicini seppero dell’accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. 'Che sfortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Di lì a una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a rinchiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero i vicini in visita. 'Che gran fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il figlio del contadino iniziò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. 'Che sfortuna terribile', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il giorno seguente arrivarono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta fra loro e uno aveva ordinato l’arruolamento forzato di tutti i maschi giovani del villaggio. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo, i vicini accorsero. 'Che incredibile fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.


 
L'avventura delle differenze
Sistemi di pensiero e pratiche sociali

a cura di Pietro Barbetta

L’avventura delle differenze nasce da incontri interdisciplinari tra studiose e studiosi di ambito umanistico: psicoterapia, filosofia, antropologia, medicina, e da un comune interesse al tema delle differenze e ai modi in cui la differenza si è manifestata nella modernità e nella post-modernità. Il sottotitolo del volume – Sistemi di pensiero e pratiche sociali – indica che le differenze, in quest’epoca storica, si sono incarnate: naturali e sociali, individuali e culturali, neurologiche, epistemologiche. Il testo si divide in tre parti: la prima riguarda tre autori che hanno fatto della differenza una praxis; la seconda la moderna nozione di “degenerazione” e la post-moderna istanza per la neuro-diversità; la terza le differenze etniche e culturali nelle pratiche di cura e nella vita quotidiana. La postfazione di Angela Dinacci è un originale contributo intorno ai rapporti tra psicologia e nuove esperienze neuro-scientifiche.