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La Psicoterapia Breve Strategica

L'approccio strategico nell'ambito della psicoterapia, può essere definito come l'arte di risolvere complicati problemi mediante soluzioni apparentemente semplici, dimostrando come i problemi e le sofferenze umane, nonostante siano estremamente complicate e magari persistano da molti anni, non per questo debbano richiedere altrettanto lunghe degenze e complicate soluzioni.
Infatti, i dati relativi ai risultati ottenuti mediante trattamenti basati su interventi strategici ben costruiti e ben applicati, dimostrano come sia possibile risolvere in maniera effettiva ed in tempi brevi la maggioranza dei problemi di ordine psicologico definiti come "Disturbi d'Ansia" (97% dei casi risolti o molto migliorati in una media di 12 sedute).
Tale specifico approccio deriva dalla teoria della comunicazione nata in campo antropologico con Gregory Bateson, dalla moderna epistemologia cibernetico costruttivista di Heinz von Foerster e Ernst von Glasersfeld e dagli studi sull'ipnosi e sulla suggestione di Milton Erickson. Si deve poi a Paul Watzlawick ed al Mental Research Institute di Palo Alto (California) l'opera di approfondimento e sistematizzazione dei principi teorici applicativi della comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e terapeutici.
Un ulteriore contributo innovativo è stato portato da Giorgio Nardone, direttore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, che ha messo a punto, con una rigorosa procedura di ricerca empirico-sperimentale, protocolli di intervento strategici per specifici problemi clinici (quali fobie, ossessioni, attacchi di panico, manie, disordini alimentari, problemi educativi e di coppia, ecc.) dimostrando come sia possibile risolverli nell'80% dei casi con una media di 13 sedute.
I risultati ottenuti, oltre ad essere decisamente lusinghieri se messi a confronto con altre modalità psicoterapiche, assumono ancora maggiore rilevanza se si tiene conto del fatto che vengono raggiunti in una media inferiore alle 15 sedute; infatti è molto diverso, per un paziente, risolvere il suo problema nel giro di 6-7 mesi piuttosto che in 2-5 anni come avviene per la maggior parte degli interventi.

E’ molto più facile proporre mete ideali e astratte
e trovare seguaci entusiasti,
che risolvere i problemi concreti.
(K. Popper)

 
 
Follia e creazione.
Il caso clinico come esperienza letteraria
Pietro Barbetta
Come si presenta il caso, come si scrive, si racconta, come le memorie e le riflessioni autobiografiche, il confronto tra molteplici testimoni, tra diversi stili di scrittura e conversazione, assumono posizioni prospettiche differenti; queste le questioni chiave del libro. L'idea di caso non si limita al caso clinico; si tratta di ridisegnare la riflessione sull'evento (la contingenza) partendo dalla letteratura, immaginare alcune forme del racconto clinico diretto e indiretto per far emergere l'unicità preziosa, spesso dimenticata dalla foga esplicativa, dalla categorizzazione che cancella il singolare. Il libro si presenta anche come una critica radicale ai modi riduttivi del discorso clinico dominante nell'epoca post-moderna, neoliberale, al cinismo scientista nascosto dietro la tecnologia, che emerge nell'intertestualità di pratiche oppressive.