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Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 8, dicembre 2010
"Psicologo, Psichiatra e Psicoterapeuta: Istruzione per l'uso"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 10, marzo 2011
"Ansia e Attacchi di Panico"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 11, maggio 2011
"La profezia che si autodetermina"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 12, giugno 2011
"Le trappole della persuasione. 1"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 13, agosto 2011
"Le trappole della persuasione. 2"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 15, novembre 2011
"Difendiamo i nostri bambini!"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 16, dicembre 2011
"Ottimismo e pessimismo"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 17, febbraio 2012
"Dolce dormire. Come sconfiggere l'insonnia e godere sonni tranquilli"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 18, marzo 2012
"Imparare a litigare per non litigare"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 19, aprile 2012
"Il ruolo del padre"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 20, maggio 2012
"Ecco l'uomo!"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 21, luglio 2012
"Ecco la donna!"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 22, settembre 2012
"A proposito di scuola"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 23, novembre 2012
"L'autostima"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 24, dicembre 2012
"Regalo di Natale"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 25, febbraio 2013
"Superare ansia e paure nello sport (e nella vita)"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 26, marzo 2013
"Quale psicoterapia?"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 27, maggio 2013
"Conoscere e riconoscere le patologie alimentari"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 28, luglio 2013
"Il coraggio di cambiare"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 29, agosto 2013
"La musica del cervello"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 30, settembre 2013
"Evviva, comincia la scuola"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 31, ottobre 2013
"Dimagrire con piacere"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 32, novembre 2013
"I rapporti sociali fanno bene!"


Dal periodico "PUNTO D'INCONTRO" ISEO n. 42, marzo 2015
"Risposte ai lettori"


Responsabilità e Cibernetica di Heinz von Foerster nella complessità del contesto terapeutico

C’era una volta un povero contadino che poteva permettersi solo un cavallo. L’uomo lo trattava con cura, ma una notte d’estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì. Quando i vicini seppero dell’accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. 'Che sfortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Di lì a una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a rinchiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero i vicini in visita. 'Che gran fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il figlio del contadino iniziò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. 'Che sfortuna terribile', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il giorno seguente arrivarono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta fra loro e uno aveva ordinato l’arruolamento forzato di tutti i maschi giovani del villaggio. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo, i vicini accorsero. 'Che incredibile fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.

 
 
Follia e creazione.
Il caso clinico come esperienza letteraria
Pietro Barbetta
Come si presenta il caso, come si scrive, si racconta, come le memorie e le riflessioni autobiografiche, il confronto tra molteplici testimoni, tra diversi stili di scrittura e conversazione, assumono posizioni prospettiche differenti; queste le questioni chiave del libro. L'idea di caso non si limita al caso clinico; si tratta di ridisegnare la riflessione sull'evento (la contingenza) partendo dalla letteratura, immaginare alcune forme del racconto clinico diretto e indiretto per far emergere l'unicità preziosa, spesso dimenticata dalla foga esplicativa, dalla categorizzazione che cancella il singolare. Il libro si presenta anche come una critica radicale ai modi riduttivi del discorso clinico dominante nell'epoca post-moderna, neoliberale, al cinismo scientista nascosto dietro la tecnologia, che emerge nell'intertestualità di pratiche oppressive.