Chi siamo Dove siamo Contatti Homepage

Oggi è il giorno: 22/10/2019
Sono le ore: 02:00:21  
Homepage

Chi siamo
Dott. Faita Alessandro e Dott. Enrico Ongaro

Dove siamo

Modelli teorici di riferimento
Psicoterapia breve stategica
Milan Approach

Informazioni utili
Chi è lo psicologo?
Chi è lo psicoterapeuta?
Codice Deontologico
Interventi
Psicoterapie
Suggerimenti
Benessere

Gli ingredienti del benessere
Le ricette del benessere
Le risposte dello psicologo
Articoli e approfondimenti

Disturbi dell'età evolutiva
Mutismo selettivo

Problemi psicologici
Disturbi d'ansia
Disturbi dell'umore
Disturbi dell'alimentazione
Disturbi del sonno
Disturbi sessuali
Disturbi somatoformi
Disturbi dell'adattamento
Disturbi fittizi
Disturbi del controllo degli impulsi
Disturbi correlati all'uso di sostanze

Disturbi psichiatrici
Delirium
Disturbi della personalità
Disturbi dissociativi
Schizofrenia e altri disturbi psicotici

Progetto Studio Metis

Pubbblicazioni
Testi consigliati
Testi di psicologia per esperti
Testi di psicologia per tutti
Narrativa, saggi e altro

Approfondimenti

Contatti

Links
“Ricordate che il massimo terapeutico è
ottenere tanto mediante poco”

  • Iniziate la cura dei vostri disturbi con terapie che espongano ai minori rischi e pericoli, ed ai minori costi esistenziali. Esistono molte forme di terapia psicologica e psichiatrica; tra queste ci sono interventi più o meno pericolosi; è decisamente consigliabile iniziare prima con quelle cure che se non guariscono perlomeno non danneggiano.

  • Evitate di farvi etichettare patologicamente.

  • Fate attenzione a non accettare come oro colato le diagnosi stilate con linguaggio specialistico, ma pretendete una chiara e concreta spiegazione delle attribuzioni e interpretazioni effettuate dal terapeuta e le motivazioni che lo inducono a tale valutazione diagnostica.

  • Evitate di iniziare la cura esclusivamente con gli psicofarmaci.

  • Scegliete, inizialmente, una psicoterapia breve.
    La maggioranza delle ricerche cliniche individua essenzialmente due motivi per scegliere una psicoterapia breve: primo, perché la terapia breve è più efficace, oltre che più efficiente della terapia a lungo termine; secondo, perché i benefici ottenuti dalla terapia breve sono duraturi quanto quelli ottenuti nelle terapie a lungo termine.

  • Scegliete uno specialista preparato, rispettoso e attento alle vostre richieste; ricordatevi che è il terapeuta al vostro servizio e non voi al suo.

  • Esigete chiare e concrete informazioni sulla metodologia utilizzata, se qualcosa non vi è chiaro o non vi piace pretendete chiarimenti fino alla vostra completa soddisfazione.

  • Concordate gli obiettivi da raggiungere. Ciò permetterà di valutare più facilmente se la terapia intrapresa sta ottenendo i risultati desiderati.

  • Pretendete una previsione, anche se inevitabilmente probabilistica, della durata della terapia.

  • Valutate, in termini concreti di qualità del vostro stato, i cambiamenti ottenuti e riferite le vostre valutazioni al terapeuta.

  • Se dopo qualche tempo (3-4 mesi) non rilevate alcun miglioramento, cambiate terapia o terapeuta, o entrambi. Se un metodo non produce alcun miglioramento nell'arco di qualche mese c'è da dubitare seriamente sulla sua efficienza.

“Una terapia che non funziona,
se procrastinata, finisce per indurre peggioramenti.”

C’era una volta un povero contadino che poteva permettersi solo un cavallo. L’uomo lo trattava con cura, ma una notte d’estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì. Quando i vicini seppero dell’accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. 'Che sfortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Di lì a una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a rinchiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero i vicini in visita. 'Che gran fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il figlio del contadino iniziò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. 'Che sfortuna terribile', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.
Il giorno seguente arrivarono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta fra loro e uno aveva ordinato l’arruolamento forzato di tutti i maschi giovani del villaggio. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo, i vicini accorsero. 'Che incredibile fortuna', dissero. Al che l’uomo rispose: 'Forse si, forse no'.

 
 
Follia e creazione.
Il caso clinico come esperienza letteraria
Pietro Barbetta
Come si presenta il caso, come si scrive, si racconta, come le memorie e le riflessioni autobiografiche, il confronto tra molteplici testimoni, tra diversi stili di scrittura e conversazione, assumono posizioni prospettiche differenti; queste le questioni chiave del libro. L'idea di caso non si limita al caso clinico; si tratta di ridisegnare la riflessione sull'evento (la contingenza) partendo dalla letteratura, immaginare alcune forme del racconto clinico diretto e indiretto per far emergere l'unicità preziosa, spesso dimenticata dalla foga esplicativa, dalla categorizzazione che cancella il singolare. Il libro si presenta anche come una critica radicale ai modi riduttivi del discorso clinico dominante nell'epoca post-moderna, neoliberale, al cinismo scientista nascosto dietro la tecnologia, che emerge nell'intertestualità di pratiche oppressive.